Chirurgia vascolare tricase
Patologia aneurismatica aorta PDF Stampa E-mail

Cos’è un aneurisma

L’aorta è una grossa arteria che origina dal cuore e porta il sangue a tutto il corpo.

Il tratto di arteria che dal cuore attraversa il torace è chiamata aorta toracica e mentre quella che attraversa l’addome è detta aorta addominale. All’altezza dell’ombelico, l’aorta si divide in due arterie dette arterie iliache che porteranno il sangue agli arti inferiori. Dall’aorta si diramano arterie collaterali che portano il sangue a tutti gli organi.

L' aneurisma è causato da un indebolimento di un tratto più o meno esteso della parete dell’aorta toracica o addominale che quindi tende a dilatarsi progressivamente e, superato un certo diametro, la parete dell’aneurisma può rompersi.

Le cause che portano alla formazione di un aneurisma sono una debolezza congenita della parete dell’aorta o la presenza di placche aterosclerotiche che distruggendo la componente elastica della parete arteriosa inevitabilmente finiscono per indebolirla. Il fumo di sigaretta e la pressione arteriosa alta possono ulteriormente contribuire all’indebolimento ed alla dilatazione della parete dell’aorta.

Diagnosi di un aneurisma

Normalmente l’ aneurisma aortico non da sintomi fino al momento della sua rottura che nella maggior parte dei casi produce un quadro emorragico drammatico che richiede un intervento chirurgico in emergenza.

Il riscontro è di solito casuale, nel corso di una visita medica (negli uomini in corso di ecografia per studiare la Prostata), una radiografia del torace, un esame ecocardiografico o una TAC eseguiti per altri motivi. Più raramente, se l’aneurisma raggiunge un grande diametro, possono comparire sintomi quali dispnea (difficoltà a respirare), disfagia (difficoltà ad ingerire cibo), disfonia (alterazione della voce) per compressione esterna su strutture vicine. Sintomi acuti di dissezione o rottura possono comprendere dolore al petto, alla schiena (tra le spalle o sulla schiena) o lombare tipo colica renale.

Dopo i 60 anni se si hanno fattori di rischio e principalmente la pressione alta, familiarità (presenza in famiglia di patologia aneurismatica) e fumo di sigaretta, sarebbe buona norma sottoporsi ad un’ecografia dell’aorta addominale.

Qualora si scopra di essere portatori di un Aneurisma dell’aorta il paziente dovrà rivolgersi ad un Chirurgo Vascolare che procederà con prescrizione di ulteriori accertamenti se ancora non eseguiti (AngioTc dell’aorta) e qualora indicato, all’intervento chirurgico o endovascolare a seconda delle caratteristiche anatomiche e cliniche del caso.

In caso di Diagnosi ed intervento in elezione

Di norma i pazienti con diagnosi di aneurisma aortico vengono da noi studiati con un’AngioTC che deve avere delle caratteristiche utili per lo studio preciso richiesto in caso di indicazione al trattamento con Endoprotesi Aortica. Seguirà un Prericovero di una giornata nella quale il paziente verrà sottoposto senza ricovero ad un serie di accertamenti utili ad escludere patologie prioritarie che possano compromettere il risultato dell’intervento.

Un medico del reparto di degenza della Chirurgia Vascolare discuterà con Lei i rischi dell’operazione e Le chiederà di firmare una dichiarazione di consenso (Consenso Informato). Un anestesista Le spiegherà il tipo di anestesia alla quale verrà sottoposto (Anestesia Generale se intervento chirurgico tradizionale o anestesia locale o spinale se intervento con Endoprotesi aortica).

Gli interventi proposti

Aneurisma chirurgico reimpianto renale

Figura 1

Il trattamento può essere eseguito principalmente in due modi:

Intervento chirurgico classico con taglio ed anestesia Generale:

Necessita dell’esposizione chirurgica dell’aorta malata che viene sostituita con una protesi in materiale biocompatibile (fig 1).

E’ un intervento invasivo di grossa chirurgia ma routinario nelle Chirurgie Vascolari con percentuali di insuccesso molto bassi (dal 2% al 5% in elezione).

Necessita di un ricovero di circa 6-10 gg.

Intervento miniinvasivo endovascolare con posizionamento di Endoprotesi in anestesia locale:

Si esegue in una sala attrezzata con Angiografo, un macchinario che permette di lavorare all’interno del paziente senza aprire la pancia o il torace. Si entra di norma pungendo all’inguine le arterie femorali (fig.2) e da qui si arriva al tratto di aorta ammalata (fig.3) che viene escluso con il posizionamento di una Endoprotesi al suo interno. (fig.4)

La chiusura dei buchi sulle arterie avviene tramite un sistema che permette di mettere i punti sulla sua parete dall'esterno. (fig.5)

In alternativa verranno fatti 2 piccoli tagli all'inguine di entrambe le gambe. Dopo la procedura il paziente può riprendere una vita normale in tempi molto brevi. Necessita di un ricovero più breve rispetto all’altro intervento.

Intervento miniinvasivo endovascolare con posizionamento di Endoprotesi in anestesia locale

Intervento miniinvasivo endovascolare con posizionamento di  Endoprotesi in anestesia locale

Intervento miniinvasivo endovascolare con posizionamento di  Endoprotesi in anestesia locale

Intervento miniinvasivo endovascolare con posizionamento di  Endoprotesi in anestesia locale

Figura 1 Figura 2
Figura 3
Figura 4

Quale intervento fare?

Normalmente la scelta è da fare dopo un’attenta valutazione innanzitutto anatomica (non tutti gli aneurismi possono essere fatti con Endoprotesi), clinica (eta’ e condizioni generali di salute del paziente) e dopo esposizione dei rischi e benefici dei due trattamenti proposti. In alcuni casi non si potrà fare il trattamento endovascolare e allora verrà proposto solo quello chirurgico, in altri il medico potrà optare per il trattamento endovascolare ed in altri casi ancora, fattibili in entrambe le maniere, la scelta potrà essere fatta consensualmente con il paziente che potrà scegliere tra le due metodiche valutati i pro ed i contro di entrambe.