Chirurgia vascolare tricase
Aneurismi periferici PDF Stampa E-mail

Aneurisma femoro-poplilteo gigante

Figura 1 - Aneurisma
femoro-poplilteo gigante

Gli aneurismi delle arterie periferiche rappresentano una patologia di difficile riscontro diagnostico ed appunto per questo sono una patologia insidiosa per le potenziali complicanze che possono dare in caso di diagnosi ritardata. Includerei in questa patologia aneurismatica oltre agli aneurismi dei vasi degli arti inferiori anche gli aneurismi dei vasi renali e viscerali. Tra i più frequenti sicuramente gli aneurismi dell'asse femoropopliteo (fig.1) e del l'arteria splenica. La diagnosi nella fase non clinica o subclinica è spesso occasionale in seguito ad ecografia per altra patologia o per screening; infatti come per gli aneurismi dell'aorta anche questi nella maggior parte dei casi non danno una sintomatologia chiara sino alla complicanza che può essere potenzialmente molto grave.

Per gli aneurismi degli arti inferiori il rischio più importante è l'embolizzazione distale deivasi tibiali e del microcircolo del piede con depauperamento del patrimonio vascolareperiferico che può portare, in una percentuale molto alta di pazienti, ad amputazione dell'arto. L'obiettivo in questo caso è la diagnosi precoce in modo da ridurre al minimo il rischio dell'intervento; infatti una rivascolarizzazione eseguita con patrimonio vascolare perfierico integro ha dei tassi di successo e pervietà immediati ed a lungo termine molto più alti rispetto ai pazienti con patrimonio vascolare periferico già compromesso. Il trattamento anche in questo caso può essere sia chirurgico tradizionale cheendovascolare. La scelta tra le due metodiche è sempre il risultato combinato di più aspettiche prendano in considerazione l'età, le condizioni cliniche e l'aspettativa di vita delpaziente, e le condizioni anatomiche e cliniche locali per la patologia vascolare. Il trattamento chirurgico convenzionale consiste normalmente nella resezione dell'aneurisma e sostituzione con protesi o vena safena (fig. 2a-b).

Innesti vascolari in protesi

Innesti vascolari in vena safena

fig. 2: (a) Innesti vascolari in protesi

(b) Innesti vascolari in vena safena

 

I risultati soprattutto nei casi trattati precocemente sono molto buoni anche a distanza.

L'alternativa endovascolare è sicuramente meno invasiva ed offre una buona pervietà anche se il gold standard rimane il trattamento chirurgico convenzionale che può essere comunque eventualmente proposto anche come ulteriore possibilità in caso di fallimento a distanza del trattamento endovascolare (fig. 3a-b).

Aneurisma popliteo infragenicolare

Risultato finale dopo posizionamento di endoprotesi

fig. 3: (a) Aneurisma
popliteo infragenicolare

(b) Risultato finale dopo
posizionamento di endoprotesi

 

Un discorso a parte meritano gli aneurismi dei vasi viscerali. Anche loro hanno un decorso clinico quasi sempre e per lungo tempo asintomatico. La complicanza più temibile in questi casi è invece la rottura che determina un'emorragia addominale associata ad un alto tasso di mortalità. Tra i più frequenti è sicuramente l'aneurisma dell'arteria splenica, l'arteria che irrora la milza, ma può interessare altri vasi come il tripode celiaco ed i suoi rami (fig. 4) e l'arteria mesenterica superiore o i vasi renali. Il trattamento in questi casi quando fattibile è preferibilmente endovascolare.

Aneurisma arteria gastrica sinistra

Figura 4 - Aneurisma
arteria gastrica sinistra

 

I trattamenti endovascolari proponibili sono:

1) Legatura endovascolare: Consiste nell'esclusione del vaso qualora sia un vaso come l'arteria splenica, non terminale e rifornito distalmente da ampi circoli collaterali che ne suppliscono la sua occlusione. Si utilizzano spirali o sistemi di occlusione che vengono portati in sede tramite un accesso percutaneo femorale o dal braccio.

2) Esclusione dell'aneuirsma con Endoprotesi: Sempre con accesso femorale o brachiale si porta in sede un'endoprotesi che una volta aperta esclude l'aneurisma (fig. 5a-b )

Non sempre è fattibile sia per un problema di diametri che di rigidità dei sistemi endovascolari da portare in sede, poco compatibili con i diametri e l'anatomia tortuosa dei vasi da trattare.

Aneurisma Splenico

Aneurisma Splenico - Risultato finale con sua esclusione dopo posizionamento di endoprotesi Aneurisma Splenico; resezione e sutura diretta T-T tra i due capi arteriosi

fig. 5: (a) Aneurisma Splenico

(b) Risultato finale dopo
posizionamento di endoprotesi

Fig. 6 - Aneurisma Splenico;
resezione e sutura diretta
T-T tra i due capi arteriosi

 

Il trattamento chirurgico è sicuramente più collaudato ma nettamente più invasivo ed anche in questo caso le possibilità sono due: la legatura chirurgica del vaso ad esempio dell'arteria splenica che può anche essere fatta in laparoscopia o la resezione dell'aneurisma con ricostruzione arteriosa diretta (fig.6), sostituzione o bypass con protesi o vena.